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Oltre i confini dell’impresa: riflessioni dal Festival del Management di Catania

Oltre i confini dell’impresa: riflessioni dal Festival del Management di Catania

Catania per due giorni è diventata il cuore pulsante di un laboratorio popolato da idee e persone che guardano al futuro. Il Festival del Management, promosso dalla SIMA, ospitato dall’Università di Catania il 16 e il 17 Aprile, ha tracciato una rotta chiara: l'economia di domani non può prescindere da una visione integrata, etica e, soprattutto, inclusiva.

Come imprenditrice, ho seguito con estremo interesse il contributo portato dalle colleghe di AIDDA Sicilia, con figure di spicco come: Maria Cristina Busi Ferruzzi, Ornella Laneri, Iole Pavone, Rossella Pezzino De Geronimo e Iolanda Riolo. La loro presenza non è stata un semplice atto istituzionale, ma la prova tangibile che l’empowerment femminile è un acceleratore per l’innovazione del nostro ecosistema produttivo.

Ormai, parlare di "quote rose" nelle aziende, per molti presuppone un obbligo quasi morale più che un bisogno reale. Infatti, quasi nessuno percepisce il valore di questa necessità sempre più crescente. La leadership femminile si distingue per la capacità di gestire la complessità con empatia, visione a lungo termine e una naturale propensione alla collaborazione. Valorizzare il talento delle donne significa costruire aziende più eque e, di conseguenza, più competitive sul mercato globale.

Uno dei temi più caldi è stato il legame essenziale tra gli enti di alta formazione (come l’Università) e il mondo produttivo. Le aziende non possono più essere isole: devono diventare luoghi di apprendimento continuo. Dobbiamo dialogare con le università per formare profili che non siano solo tecnicamente preparati, ma pronti a cavalcare il cambiamento e dominarlo.

È da sempre che porto avanti l’idea che questa unione sia imprescindibile. A tal proposito, mi sono sentita di condividere a pieno il pensiero espresso dal Rettore dell’Università di Catania Enrico Foti sul suo profilo Linkedin: «Non basta essere al centro del Mediterraneo: dobbiamo esserne protagonisti, valorizzando competenze e giovani. Come Università di Catania lavoriamo per formare persone capaci di leggere la complessità e governare il cambiamento [...] L’obiettivo è chiaro: studiare e lavorare in Sicilia deve diventare una scelta possibile.»


Un altro argomento ho trovato estremamente rilevante, riguarda gli “asset strategici”: economia del mare, trasporti e infrastrutture.
Viviamo in una terra, la Sicilia, che è una piattaforma naturale nel Mediterraneo. Parlare di queste risorse, significa avere contezza del nostro futuro logistico e turistico. Come imprenditrici, dobbiamo essere in prima linea nel pretendere e progettare connessioni efficienti che rendano i nostri prodotti e servizi accessibili ovunque.

Da li, si è passati ad affrontare un tema molto delicato, quello della violenza economica. Una piaga spesso silenziosa ma pervasiva, come sottolineato da Elita Schillaci: «La violenza economica è una delle forme più subdole e diffuse: senza autonomia finanziaria non c’è vera libertà». L’indipendenza finanziaria è il prerequisito essenziale di ogni forma di libertà; senza di essa, l'autodeterminazione rimane un miraggio. In questo contesto, strumenti di supporto come il Reddito di Libertà (contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, con o senza figli, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali) diventano vitali.

L'esperienza pratica conferma la gravità del fenomeno: Anna Agosta (Presidente Thamaia–onlus) evidenzia come circa una donna su tre tra quelle assistite dai centri antiviolenza sia vittima di abusi economici, spesso privati della possibilità di lavorare o di gestire il proprio denaro. Il ruolo dei centri specializzati resta quindi il pilastro fondamentale per costruire percorsi di emancipazione.

 

Ci tengo a rinnovare la mia stima nei confronti della Presidente della Società Italiana di Management, Beatrice Luceri, e della Prof.ssa Elita Schillaci per aver acceso i riflettori su argomenti così vitali.

Il messaggio che porto a casa da questo Festival è chiaro: l’impresa del futuro è un’impresa che sa ascoltare, che investe nelle persone e che non ha paura di innovare i propri modelli di leadership.

Un confronto articolato che ribadisce un messaggio chiaro: senza indipendenza economica non può esserci vera libertà, e il contrasto alla violenza economica resta una priorità per costruire una società più equa e inclusiva.


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