100 anni di Confindustria Catania
Ci sono giornate in cui il peso della storia si avverte prima ancora di varcare la soglia dell’evento a cui si è stati invitati. Questa, la sensazione percepita per l'assemblea organizza per i 100 anni di Confindustria Catania.
L’ingresso nella splendida cornice del Conservatorio Vincenzo Bellini è stato avvolto da un’atmosfera sospesa: in sottofondo, la voce di una cantante lirica che si esercitava in una stanza vicina. Quel canto, così solenne e vibrante, ha reso l’inizio della giornata magico e, al contempo, ha sottolineato l'importanza del momento che stavamo per celebrare.
Arte, bellezza e cultura si fondevano con la concretezza del mondo industriale, ricordandoci che fare impresa in Sicilia è, prima di tutto, un atto d’amore verso il territorio.
Cento anni sono un traguardo straordinario. Un lungo percorso segnato da un'associazione che ha permesso al nostro tessuto economico di crescere, resistere e prosperare. Una scommessa sul futuro che, oggi possiamo dirlo con orgoglio, è stata vinta.
Un coro di voci per il futuro della Sicilia
L'assemblea ha raccolto le voci più autorevoli delle nostre istituzioni e della nostra economia. Il Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco di Catania Enrico Tarantino, insieme al Rettore dell'Università degli Studi di Catania Prof. Enrico Foti, hanno condiviso una visione chiara delle opportunità e delle sfide che attendono la Sicilia nei prossimi anni, confermando la centralità del nostro territorio nei processi di crescita e innovazione. Decine le testimonianze di colleghi imprenditori che, generazione dopo generazione, hanno scritto la storia industriale della nostra amata terra.
Un messaggio chiaro: solo attraverso una concreta sinergia tra istituzioni, università e imprese è possibile costruire innovazione e creare valore per il futuro della nostra Regione.
L'orgoglio e la visione al femminile
Tra i tanti spunti emersi nel corso della giornata, quelli condivisi dalla Presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi, sono stati per me particolarmente significativi. Oltre a guidare l'associazione di industriali con straordinaria fermezza e visione, Maria Cristina è per me un'amica e una stimata collega all’interno della nostra delegazione siciliana di AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d'Azienda).
Nelle sue parole ho ritrovato tutto l’orgoglio, ma anche la fatica e i sacrifici, che caratterizzano il percorso virtuoso di noi donne imprenditrici:
«La storia di Confindustria Catania è stata decisamente faticosa. 100 anni fa, qualcuno ha cominciato a costruire le basi di questa comunità.
Nutriamo grandissima ammirazione per i pionieri, i primi che hanno avuto inventiva, creatività, coraggio e forza di fare impresa qui in Sicilia. Se siamo qui, dobbiamo dire grazie a loro. Alcune di queste aziende sono ancora qui dopo decenni. Il futuro lo vediamo fantastico, siamo ormai competitivi e attiriamo imprenditori da molte parti del mondo».
Custodire le radici per progettare il domani
Fare impresa qui in Sicilia richiede una forma speciale di coraggio. Significa confrontarsi con complessità uniche, ma anche poter contare su una creatività e una resilienza senza pari. Guardare indietro a questo secolo di storia non serve solo a celebrare il passato, ma a tracciare la rotta per i prossimi cento anni.
Oggi la nostra terra non è più solo uno splendido luogo da proteggere, ma un hub competitivo capace di attrarre investimenti e talenti da ogni parte del mondo. E noi, come imprenditori e imprenditrici, abbiamo il dovere di continuare a nutrire quella stessa visione visionaria dei pionieri che ci hanno preceduto.
Il domani ci attende, ed è un futuro in cui credo fermamente.
Ad maiora semper








